Costruire uno scalo adattabile
L’idea mi è venuta leggendo un articolo su una rivista di modellismo francese (MRB – Le modele reuit de bateaux) L’articolo in sè parlava di altro, era il resoconto della costruzione di un modello di barca a vela, ma un’immagine mi ha colpito: lo scalo usato dall’autore per le ordinate. Dopo un po’ di rielaborazione, ho deciso di realizzarne uno anche io, anche se alla fine ho ripensato completamente l’oggetto, tenendo salvo il principio di base.
L’idea (dell’autore dell’articolo, mica mia)
Tutti abbiamo avuto, prima o poi, il problema di allineare le ordinate dello scafo che andavamo a costruire (o del modello che sarebbe diventato lo stampo maschio, è lo stesso). Il metodo usato di solito è quello di fissare ad un asse di legno di buon spessore le ordinate, usando un listello 10×10 come sostegno e fissando tutto con la colla. Normalmente si usa una tavola di MDF o di truciolato come base, con i listelli in tiglio o legno simile. Questa soluzione a mio avviso ha due problemi principali:
- Serve un sistema temporaneo per fissare le ordinate intanto che la colla prende
- Se si usa la colla, si ha poi il problema di staccare lo scafo una volta finito.
A questi due “problemi” (che si possono evitare usando dei chiodini al posto della colla) si aggiunge il fatto che il piano diventerà presto un colabrodo oppure sarà da buttare, a seconda che si usino i chiodini o la colla, quando non è addirittura necessario un nuovo piano ad ogni costruzione.
L’idea dell’autore di quell’articolo è di sostituire i chiodi e/o la colla che fissano ogni ordinata con dei 3 listelli di legno avvitati tra di loro. Lo schema con cui sono avvitati è abbastanza semplice: due sono avvitati in modo da fare presa sulla tavola in legno usata come base (quindi, semplificando, con le viti in verticale) uno sopra e uno sotto la tavola stessa, mentre il terzo è avvitato a quello sulla tavola e viene usato per fissare l’ordinata (sempre semplificando, con le viti in orizzontale). Si ottiene quindi un sistema di fissaggio delle ordinate che non è più fisso, è più pulito non essendoci colla e/o chiodi ed è riutilizzabile ogni volta che si vuole, con il solo limite delle dimensioni della tavola. A descriverlo sembra complicato, ma in realtà è molto semplice, come tutte le idee geniali.
La mia variazione
Come ho detto, l’idea originaria era quella di usare 3 listelli (presumo 10×10, la foto sulla rivista non è molto chiara), la mia variazione consiste nell’eliminare uno dei due listelli che stringono la tavola sostituendolo con una cavità dove scorrerà una vite. L0 scopo della modifica è duplice:
- avere una base di appoggio più stabile. Per come era stato progettato il modello originale, sarebbe anche potuto andar bene, ma a mio avviso non sembrava fornire l’idea di sufficiente stabilità .
- massimo riutilizzo di materiale già disponibile in casa.
La lista della spesa
Il materiale che viene utilizzato è questo, considerando la possibilità di fissare al massimo 9 ordinate
- 1 tavola di MDF da 50 x 25 cm spessore 25 mm
- 2 tavole di MDF da 50 x 7/8 cm spessore 25 mm
- 2 pezzi di riloga per tende da circa 50 cm (le più piccole in commercio, con una sola gola) o qualcosa di equivalente
- 18 listelli 10x10x300 mm in legno duro (tiglio, noce).
- 36 viti M3x50 con relativi dati e rondelle
- alcune viti M2x16
Altro materiale che serve
- colla epossidica bicomponente o vinavil (l’epossidica è più veloce però)
- punte del trapano da 1.5 (meglio 1.6) e da 3 mm
- Consigliata una colonna su cui montare il trapano/dremel/proxxon
Una nota sulle dimensioni della tavola da 50×25: queste misure definiscono grosso modo la larghezza (25 cm, ma si puo’ debordare un po’) e la lunghezza massima degli scafi che potremo costruire con questo scalo. Quindi le dimensioni vanno decise avendo già presente il tipo di scafo (o gli scafi) che si andranno a costruire, ma a tutto il resto rimane identico.
Adesso un paio di foto per capire meglio le cose.
La prima foto riprende le tavole di MDF utilizzate. Io le ho recuperate tagliando i tre pezzi da una sola tavola di 50×50 visto che avevo quella, ma non è indispensabile fare così, si possono prendere 3 tavole separate, non è neppure obbligatorio che siano dello stesso materiale, anche se non guasta. L’unica caratteristica necessaria è che siano piane molto robuste, altrimenti non servono a nulla. Dal punto di vista dimensionale, le due più piccole devono essere lunghe almeno quanto quella più grande, possono essere un po’ più lunghe ma non più corte.
Questa foto invece mostra i listelli tenuti insieme due a due per la fase di rifinitura. E’ importante che questi listelli siano tutti della stessa lunghezza (ok, millimetro più, millimetro meno) e soprattutto dritti.
Costruzione
Ora che abbiamo tutto il materiale possiamo cominciare a costruire lo scalo. Se avete notato, nella prima foto, sulle due tavolette strette c’è una linea che le divide in due, una molto stretta e una molto larga. La posizione di questa linea dipende dalle dimensioni della gola che utilizzate per far scorrere le viti. Nel mio caso è di 12 mm, essendo quella la larghezza della riloga.
Le due tavolette strette vanno incollate sotto la tavoletta più grande, avendo cura di usare la linea disegnata come guida, usando della colla epossidica. Una volta che la colla ha fatto presa, passiamo al montaggio delle scanalature. Se si usano le riloghe per tende queste hanno già i fori di montaggio, quindi si tratta di fare i fori in testa, giusto per essere tranquilli, e avvitare le due riloghe facendo attenzione che siano parallele. La foto qui a destra mostra il risultato (con già le viti).
Le uniche cose a cui bisogna far attenzione in questo fase sono due:
- che le due riloghe siano tutte appoggiate sulla sottostante base
- che le due riloghe siano il più possibile parallele
Per il resto non serve molto altro, anche se ovviamente un lavoro fatto con attenzione viene meglio.
Ora che abbiamo finito la base, possiamo passare a lavorare sui listelli. La prima cosa che dovete fare è stabilire a che distanza vanno fatti i fori per le viti che entreranno nelle riloghe. Nel mio caso sono 262 mm. Una volta stabilita questa dimensione, si può procedere alla foratura. Come si può notare da questa
foto di dettaglio, i fori da fare sono 3 in totale: due su un listello e uno sull’altro. Per riuscire a eseguire correttamente la foratura si consiglia di preprarare una dima per tutte e due le coppie di fori. Mentre i fori che saranno l’alloggiamento della vite verticale (il foro più a destra della foto) hanno bisogno di una certa precisione nella distanza tra di loro, i fori che vengono usati per unire le due bacchette non hanno di questi problemi ma basta che siano ben allineati e possibilmente ben centrati sul listello. Il procedimento che ho seguito è il seguente:
- forato ogni coppia con i fori per la vite listello-riloga. Questi fori vanno fatti solo su uno dei due listelli della coppia
- ruotata ogni coppia e fatto l’altra coppia di fori, usando un’altra dima. Questi fori devono essere passanti su tutti e due i listelli della coppia. In questi ultimi due fori si infila una vite M3x50 con relativa rondella e dato.
Si tralascia il procedimento di costruzione di una dima, io ho usato un angolare di alluminio da 15×15
Il risultato di tutto questo lavoro sui listelli è questo
Dopo aver preparato tutti i listelli si può procedere al montaggio dello scalo. Per prima cosa si infilano le viti nella riloga, 9 per ogni lato usando una rondella come in foto. La rondella ha come unico scopo quello di aumentare la dimensione della testa della vite per avere un ancoraggio migliore alla riloga.
Una volta che le viti sono al loro posto si possono montare i listelli, come mostrato nella foto. Le ordinate andranno strette tra i due listelli. A questo punto abbiamo uno scalo che si può adattare alla costruzione di qualsiasi scafo rientri nelle sue dimensioni.
Possibili migliorie
Queste sono alcune possibili migliorie che mi sono venute in mente in corso d’opera:
- avere un sistema per poter bloccare anche un dritto di prua con lo stesso principio
- avere un cassettino sotto il piano per riporre gli attrezzi
- sostituire i dadi con dei dadi a farfalla per poter serrare le viti senza la necessità di usare chiavette e/o pinze
Adattare il progetto per costruire scafi fino a 120 cm.
Le fasi costruttive sono le stesse, cambia solo la lista della spesa e ovviamente le misure.
- 1 tavola di MDF da 130 x 35 cm spessore 25/30 mm
- 2 tavole di MDF da 130 x 10 cm spessore 25/30 mm
- 2 pezzi di riloga per tende da circa 130 cm
- 18 listelli 15x15x420 mm in legno duro (tiglio, noce).
- 18 viti M4x60 con relativi dati e rondelle
- 18 viti M4x45 con relativi dadi e rondelle
- alcune viti M2x16 da legno
- colla epossidica bicomponente, punte del trapano da 1.5 (meglio 1.6) e da 4 mm, consigliata una colonna su cui montare il trapano/dremel/proxxon
Conclusioni
Questo scalo è stato pensato per costruire scafi per le barche di circa 50 cm, visto che la distanza utile tra la prima e l’ultima ordinata e di circa 48 cm con un massimo di 9 ordinate. Per la larghezza invece non ci sono grossi problemi, anche se lo scalo è largo 25 cm: questa è la dimensione massima della parte che si può stringere tra i listelli, non dell’ordinata in sé.
Nel disegno delle ordinate invece bisogna fare in modo che sia possibile allinearle in altezza usando come riferimento il piano dello scalo e bisogna considerare lo spessore del listello in modo che sia possibile lavorare comodamente sullo scafo.