Finalmente ho messo in cantiere la nuova Fortyfive, appunto Caixa Galicia. Il disegno è derivato da una barca vera di 5.50 metri e larga 2.55. Ridotta in scala 1:11 è venuta fuori una barca a spigolo, fondo quasi piatto, larga 24 cm al baglio massimo. Ha le forme di uno scafo planante, speriamo bene. Ad ogni modo ecco i lavori fatti fino ad ora.
Questo sono le ordinate tagliate e appoggiate sullo scalo. Si nota come la forma sia molto semplice e di conseguenza facili da tagliare. Sono solo 5 visto che la barca non è grandissima. Con il senno di poi ne avrei fatte un paio in più, visto che la forma dello scafo è abbastanza difficile da otterene con il sistema che ho usato. Il dritto di prua è stato utilizzato solo inizalmente, ed è stato rimosso prima della posa delle fiancate. Sono ottenute da della balsa da 3mm, con incollato sopra il disegno stampato dal CAD per fare da guida per il taglio.
Un discorso diverso meritano le piastre, realizzate con balsa da 1.5mm. Un primo tentativo è andato male perchè non ho sviluppato le
superfici e quindi mi sono trovato in difficoltà nel montaggio, di fatto incollavo un pezzo molto più grande e poi ritagliavo. Questo mi ha portato ad avere buchi e fessure nello scafo, anche provocati da me nel tentativo di pareggiare i bordi e le giunture. Mi sono quindi rimesso al PC e ho riportato le ordinate sul programma FREE!Ship (per inciso, quello che sto portando sotto Linux con il nome OpenBoat). Questo mi ha consentito di correggere alcuni errori e di ottenere uno scafo migliore. Mi ha anche consentito di avere lo sviluppo delle piastre che sarebbero andate a formare lo scafo. In effetti in questo modo ho ottenuto dei risultati molto migliori. Le ordinate sono state ovviamente ottenute dallo stesso programma. L’unico problema di questo sistema è che la precisione decisamente superiore ottenuta è completamente vanificata se si tagliano a mano i pezzi.
Il passare per un software mi ha ridotto notevolmente i tempi di costruzione ed infatti in un paio di serate, che sarebbe potuta essere benissimo una sola, sono riuscito ad ottenere uno scafo.
Le ordinate sullo scalo e il fondo incollato e tenuto in posizione
Lo scafo completato sullo scalo. L’abbondanza di puntine è dovuta al fatto che lo scafo ha una forma abbastanza impegnativa e quindi la balsa non era molto d’accordo a seguire le forme che gli davo. Un modo per risolvere il problema è quello di precurvare la balsa oppure usare più ordinate in modo da avere più punti di ancoraggio.
In queste fasi la colla usata è una normale colla per legno, simile all’attaccatutto, che ha il vantaggio di essere abbastanza veloce a tirare ma che consente di riposizionare i pezzi.
Lasciato riposare il tutto per un paio di giorni, lo scafo è pronto per essere tolto dallo scalo per poter applicare i cordoli interni in epossidica caricata, che sono poi quelli che daranno resistenza agli incollaggi.
La prima cosa da fare è, dopo una leggera rifinitura, mettere del nastro adesivo di carta all’esterno di tutti gli spigoli a cui verrà, internamente, applicato il cordolo di resina caricata. Questo serve per evitare che la resina coli dagli inevitabili spazi vuoti tra le piastre. Quello a sinistra è lo scafo con tutto il nastro adesivo applicato.
Ecco qui invece un dettaglio delle cordonature. Sono state eseguire con resina epossidica bicomponente
addensata con microball. Sono stati ripassate tutte le giunture scafo-ordinate e le giunture tra le varie piastre. Il risultato è uno scafo molto resistente.
Il lavoro successivo, e per il momento l’ultimo, consiste nell’applicare un tessuto di vetro da 100 gr/m2all’esterno, in modo da aumentare ulteriormente la robustezza dello scafo e nel contempo impermeabilizzarlo.
Ecco lo scafo una volta che la resina è catalizzata completamente (cosa non difficile in questi giorni
) e prima di essere carteggiato e rifinito. Purtroppo la resinatura non è andata benissimo e sono rimaste delle bolle d’aria. Questo significa che il lavoro immediatamente successivo sarà quello di rifinire lo scafo tappando con resina caricata questi buchi in modo da ottenere una superficie adatta alla verniciatura.
