La RG65 è quasi pronta per essere chiusa. Approfittando di una serata decente e senza pioggia, ho dato una mano di turapori all’interno, giusto per impermeabilizzare la balsa, visto che sappiamo tutti che le barche sono stagne: tutta l’acqua che entra non esce più (ok, non è mia, ma non mi ricordo di chi è :-( )

Ad ogni modo, a questo punto sono pronto a incollare la coperta in modo da poter poi passare alla rifinitura finale dello scafo.

 

I lavori sulla RG65 proseguono. Ho dovuto modificare gli alloggiamenti dei servi in quanto, con la disposizione della coperta che ho realizzato, diventavano complicati da manipolare. La nuova disposizione mi soddisfa di più, oltre ad essere più flessibile per la posizione dei servi. Ho anche preparato l’alloggiamento per le batterie e per la ricevente (userò la 2.4 Ghz, quindi un buco in meno :-) ).

I pesi sono ancora contenuti, anche se alla fine ho deciso di utilizzare la vecchia deriva già pronta, in quanto in ogni caso un eventuale guadagno da questo punto di vista sarebbe stato risibile (ma con un gran lavoro in più).

Il timone è da ricoprire con del tessuto (motivi di resistenza) ed il suo alloggiamento e’ già stato preparato.

La coperta è ancora da rifilare, operazione che verrà effettuata una volta montata sullo scafo, ma ha già i pozzetti aperti e pronti.

 

Ieri sera, complice la curiosità di un’amico, ho finalmente pesato, per la prima volta, la nuova RG65. Il risultato è stato confortante: scafo e coperta pesano meno di 150 grammi.

Considerando che lo scafo ha già le sue strutture di rinforzo e gli alloggiamenti dei servi, mentre la coperta ha già tutti i rinforzi necessari, direi che è un bel risultato.

A dire la verità, sulla coperta devo ancora aprire i pozzetti, che comunque vanno in qualche modo richiusi, quindi se è vero che da una parte levo ancora qualche grammo, è anche vero che ne devo riaggiungere altri (spero comunque in meno). L’unico particolare è che la coperta al momento è abbondante, quindi una volta rifinita dovrebbe in ogni caso pesare un po’ meno.

Quanto al peso degli altri componenti, il timone è sui 10 grammi circa, considerando che devo ancora ricoprirlo, ma anche levare l’eccesso di barra filettata mnetre la  la deriva è un punto dolente: 70 grammi abbondanti. Urge un rifacimento per alleggerirla.

Il peso previsto dal progetto è di circa 1100/1200 grammi, con un 500/600 grammi di bulbo, obbiettivo che al momento non sembrerebbe impossibile da raggiungere.

 

Lentamente la 65 sta avanzando.  Ho finalmente completato il layout della coperta, segnando dove vanno le aperture per l’accesso all’elettronica e/o timone, dove vanno i vari rinforzi per le eventuali sartie, punti di mura e tutto il resto.

Sono ancora indeciso per il sistema da usare per accendere/spegnere: o l’interruttore o il singolo filo portato fuori. Il primo sistema è il classico, ma necessita di  un interruttore stagno (non avendo molti posti dove ripararlo), il secondo metodo mi sembra migliore e soprattutto, portando fuori solo 1 filo, non teme l’acqua.

 

Un piccolo aggiornamento sulla barca da 65 cm. La deriva è quasi pronta, gli manca solo la carteggiatura e una leggera stuccata in alcuni punti.

La cosa più importante però non è questa, ma il fatto che ho deciso che la deriva sarà fissa.
Ovviamente lo svantaggio principale è quello di avere una barca un pò più ingombrante, ma è una penalizzazione che pago volentieri in quanto mi riduce i tempi di lavoro e me lo semplifica, e visto che il tempo è quello che mi manca e non certo lo spazio in macchina per il trasporto…

La decisione è anche dovuta al fatto che conto di costruire anche una nuova barca della classe footy per provare a fare qualche regata ufficiale.

 

I lavori continuano. Al momento sono riuscito a montare il supporto per l’incollaggio della coperta. Il supporto è di balsa da 1.5 mm, mentre la coperta è stata ritagliata da un foglio di vetroresina fatto con un tessuto da 200 gr/m². Ovviamente la coperta è solo un abbozzo, e ha bisogno di ulteriori lavori.

Con lo stesso tessuto ho cominciato a costruire la deriva. Il primo passo è consistito nel ritagliare due striscie di materiale e disegnarci su delle linee di riferimento. A questo punto ho incollato un’astina di un ombrello giuntato con una barra filettata da 3mm su una delle due guance della deriva. L’asta dell’ombrello serve per dare rigidità, la barra filettata per il fissaggio.
Usando poi due piccoli angolari di alluminio, ho incollato su uno dei due bordi (quello d’entrata) le due guance. Una volta incollato anche l’altro bordo, dovrebbe venire fuori una deriva con una sezione tendente ad una sezione NACA 00xx. O almeno spero

 

E così si riprende anche la costruzione della RG65. Ieri sera mi sono dedicato al fissaggio dell’alloggiamento dell’albero.

Il sistema adottato è molto semplice: è formato da un tubetto di alluminio diametro 8×6 incollato in un alloggiamento di balsa da 10mm che a sua volta è incollato sul fondo dello scafo.
Il tubetto è poi tenuto in posizione da due listelli trasversali, che forniranno anche una base per il rinforzo per l’attacco delle eventuali sartie.

 

Dunque, qualche aggiornamento

Footy (la 507)

Ormai sono alle fasi conclusive, montato l’albero, fissata la deriva, verniciato tutto. Sto preparando la valigetta dove verrà trasportata. Ormai manca solo il montaggio definitio dell’elettronica, il porta vele e pochissimo altro.

RG-65

Questa invece è ferma. :-( Conto di ricomciare a lavorarci appena finita la 507 e sistemate un paio di cose. Lo scafo è già pronto, con gli alloggiamenti dei servi già in posizione.

Software

Sono in contatto con l’autore originale di Bulb Calculator, se tutto va bene ne dovrei diventare il maintainer, sto aspettando che mi passi i sorgenti. Altre cose che vanno avanti sono la traduzione di eric4, qualche software qui e la (be2html per dirne uno). Purtroppo nessuno è ancora pronto per il rilascio.

Altro

Come si può notare dai twitter, mi è presa la fissa per ProjectEuler, un ottimo modo di perdere tempo.  Altre cose in ballo tipo fresa CNC e barca da 10 piedi sono in stand by, pricipalmente per questioni di tempo.

 

Dopo una bella spruzzata di primer allo scafo, è saltato fuori che è tutto da rifare. Sono uscite troppe gobbe da stuccare ed in più la prima ordinata è troppo “grande” rispetto allo scafo e quindi c’è una gobba che risulterebbe difficile da eliminare.  A questo punto la via più veloce è rifare lo scafo in espanso (il blocco è già pronto) e fare uno stampo femmina e poi lo scafo vero e proprio.

Già che ci sono, in fase di laminazione dello scafo penso che inserirò direttamente anche i rinforzi per la deriva, che sarà fissa, e la o le piastre servi, sempre che l’idea che ho in mente di fare la coperta con integrato il pozzetto e l’alloggiamento dei servi/batterie/ricevente non mi faccia cambiare idea.

 

Ieri sera ho finalmente disarmato la barca. Una volta rifilata e tolto il materiale di troppo, la bilancia si è fermata su 130 grammi (poco meno in realtà), quindi direi che è un buon inizio.

Timone e deriva aspettano solo la passata di turapori per poter essere resinati. Mi sono fatto un’idea invece di come montare i servi. Al più presto costruirò il supporto, sperando che vada bene come soluzione.

 

Ho appena finito di resinare la barca. Nonostante qualche problema (ripeti 100 volte: meglio stare abbondanti con il tessuto) sono riuscito a mettere i 3 strati previsti di tessuto di vetro. Adesso deve stare li a maturare qualche giorno, dopodiché si può cominciare a rifinire lo scafo all’esterno.

Nel frattempo penserò a come fare il resto :-)

 

Ho finalmente finito la traduzione delle regole di stazza della classe RG-65. Stasera dovrei riuscire a mettere una prima versione sul sito www.grupporadiovelistigiussano.it.

Per le discussioni e/o commenti, riferitevi a quel sito.

 

Con una botta di fortuna clamorosa, dopo una bella carteggiata, sembra che lo stampo femmina non sia necessario, quindi si usa direttamente lo scafo in balsa rivestito con tessuto di vetro. A questo punto devo pensare a che grammatura usare. Sono orientato verso l’uso di 3 strati (42 + 80 + 27) per l’esterno ed uno strato da 27 o 42 per l’interno, la grammatura dipende dal peso dello scafo dopo la resinatura esterna, dove ovviamente saranno anche posizionati dei rinforzi sulle parti più sollecitate, vedi attacco della chiglia.

 

Purtroppo mi sa che mi tocca fare tutto il giro di stampo maschio/femmina per la barca da 65 cm.

Spero sempre di no, fare i due stampi mi porterebbe via parecchio tempo, purtroppo però credo di non avere altre possibilità. Stasera vedo di dare una carteggiata allo scafo (a cui ho attaccato il pruino) e poi deciderò il da farsi. Se sono fortunato,lo stampo non serve (molto dipende da quanto devo carteggiare per sistemare lo scafo e da quanto stucco devo aggiungere), altrimenti magari tento una soluzione direttamente su stampo maschio.

 

Il nuovo cantiere prosegue. Ho terminato di mettere il fasciame dello scafo e la barca ha pure un nome, anzi due: quello ufficioso e’ “pinna gialla”, quello ufficale e’ “rijndael”

Il prossimo lavoro è una carteggiata per pareggiare i listelli, poi deciderò se questo modello lo tengo come scafo oppure se diventerà lo stampo per lo scafo definitivo. Sarei intenzionato a usarlo direttamtne come scafo, in modo da risparmiare tempo, ma devo vedere se riesco a rifinirlo bene senza troppo stucco (e quindi peso)

Ho anche deciso che cercherò di tenere la barca leggera, quindi il bulbo dovrebbe essere abbondantemente sotto i 1000 grammi, ma devo ancora fare due conti.  Eventualmente ne posso fare due, uno per venti leggeri e uno per venti un po’ più robusti.

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